Il Progetto in breve

puzzle arcobaleno.

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Dal 2011, il numero di richiedenti asilo accolti in Trentino è aumentato da 30 a 1.068. Appare chiara la complessità del fenomeno e la necessità di sperimentare forme virtuose e riproducibili di collaborazione con aziende e cooperative al fine di inserire i rifugiati nel tessuto sociale trentino.

Nello specifico, questo progetto parte dall’idea che la coltivazione della terra rappresenti oggi un importante filone di sviluppo per dare una risposta a questa problematica, in un connubio virtuoso fra profit e non profit.

Il progetto si realizzerà principalmente sul territorio della Valle dei Laghi e della Valle dell’Adige. La Valle dei Laghi viene individuata come luogo di coltivazione delle erbe officinali e di tutta l’attività agricola, in quanto rappresenta il contesto di lavoro ordinario della neocostituita società agricola Biovallelaghi, con la possibilità però di individuare ulteriori terreni anche in altre zone del Trentino. A Trento vi sarà invece la trasformazione e commercializzazione del prodotto finito, a cura di Forchetta&Rastrello.

Destinatari dell’iniziativa sono persone richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale che vivono in Trentino e che al termine del loro periodo di accoglienza non hanno gli strumenti per trovare in tempi brevi una possibilità occupazionale e che manifestano la chiara intenzione di rimanere sul territorio provinciale, e che di conseguenza finirebbero a pesare sulle strutture per l’emergenza abitativa.

Gli obiettivi del progetto

- Inserire nell’azienda agricola, al termine del percorso, i rifugiati coinvolti, valorizzando le loro esperienze pregresse;

- creare un modello di intervento di inserimento lavorativo riproducibile nel tempo e in altre realtà;

- coinvolgere delle realtà associative nel processo di integrazione sociale dei richiedenti asilo, anche al fine di sensibilizzare la società sulle potenzialità che questi hanno nello sviluppo del territorio;

- dare un significativo segnale che il recupero dei terreni incolti e non più utilizzati può ancora rappresentare un importante fattore di sviluppo economico e sociale;

- valorizzare l’esperienza della coltivazione della terra per offrire delle opportunità lavorative a persone svantaggiate;

- avviare una filiera produttiva che parta dalla preparazione del terreno fino alla trasformazione e commercializzazione del prodotto (saponi creati con le erbe officinali coltivate);

- continuare a sviluppare le attività avviate ed ampliare il numero degli inserimenti lavorativi nella filiera al termine del progetto;

- potenziare la rete commerciale già attivata della cooperativa Forchetta&Rastrello per sviluppare ulteriormente la commercializzazione del prodotto finito;

- caratterizzare il prodotto con un marchio specifico che richiami le origine e le specificità del progetto e il coinvolgimento dei rifugiati in tutta la filiera di produzione.